Blog di Sinistra Critica Brescia

Comunicato del movimento Linea continua di Calcinato

Marzo 31, 2008 · 1 Commento

NON C’E’ POSTO PER I MIGRANTI “POVERI” NEL PAESE DEI RICCHI

Il 20 dicembre 2007 il Sindaco del Comune di Calcinato, ha firmato un’ordinanza che introduce misure destinate a limitare la residenza a cittadini stranieri, comunitari e non, che non possano dimostrare la disponibilità di un reddito “lecito” (a partire da 5061,68 Euro per il solo Richiedente o Richiedente + un famigliare, da 10.123,36 Euro per il Richiedente + due famigliari o Richiedente + tre famigliare, da 15.185,04 Euro per il Richiedente + quattro famigliari e oltre); ed inoltre che non siano in grado di dimostrare la dimora presso abitazioni con caratteristiche di salubrità.

L’ordinanza dal punto di vista formale, vuole impartire disposizioni che appaiono destinate a regolare le condizioni per l’iscrizione anagrafica della generalità della popolazione (“da parte di chiunque ne presenti richiesta”), tuttavia non si può trascurare che tali disposizioni come si evince dalle ampie premesse dell’ordinanza, saranno applicate di fatto nei confronti dei soli stranieri, comunitari e non. Nell’Ordinanza, il Sindaco constata che: “ sussistono i presupposti per l’emissione di provvedimenti urgenti, sia in relazione al perdurante notevole aumento delle iscrizioni anagrafiche e delle comunicazioni di ospitalità, sia in ordine alle collegate diffuse problematiche igienico sanitarie per impedirne una incontrollata espansione, a tutela della salute, della sicurezza e dell’ordine pubblico”. A seguito dell’ordinanza attraverso delle Norme applicative (del 30 gennaio 2008) si comunica ai richiedenti la residenza anagrafica o il cambio di abitazione nel Comune di Calcinato che, nella fase di accertamento diretto a verificare il requisito della dimora abituale, dovranno essere prodotti alla Polizia Locale di Calcinato i documenti appresso indicati:

Cittadini extracomunitari:

  • attestazione di idoneità dell’alloggio
  • titolo di godimento dell’alloggio (regolare contratto d’affitto, proprietà, ecc..)
  • attestazione di reddito annuo, proveniente da fonti lecite, di importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione alla spesa sanitaria.

Cittadini comunitari:

  • attestazione dell’idoneità dell’alloggio
  • titolo di godimento dell’alloggio (regolare contratto d’affitto, proprietà, ecc..)
  • possesso di una polizza di assicurazione che copre le spese sanitarie.

L’esercizio del potere del sindaco di adottare provvedimenti contingibili e urgenti in materia di salute e sicurezza pubblica risulta del tutto privo di fondamento nel caso di specie, non sussistendo una situazione di emergenza che caratterizzi in modo peculiare il territorio di Calcinato rispetto ad altre aree vicine o lontane, nel mentre il Ministero dell’Interno ha impartito specifiche e dettagliate disposizioni da applicare in via generale e ordinaria in relazione ai procedimenti di iscrizione anagrafica. Il potere esercitabile dal sindaco (ai sensi dell’art.54 Dlgs 267/2000) presuppone infatti una situazione di pericolo effettivo, specificamente rilevato in concreto con accertamenti istruttori idonei, che non può essere meramente presunto a priori con riferimento alla astratta generalità dei casi o sulla base che da diversi anni il Comune di Calcinato è oggetto di fortissima immigrazione di cittadini stranieri, particolarmente extracomunitari … (sempre da ordinanza)

Per l’appunto, “presupposto per l’adozione da parte del Sindaco dell’ordinanza contingibile e urgente è il pericolo di un danno grave ed imminente per l’incolumità pubblica al quale, per il suo carattere di eccezionalità, non possa farsi fronte con rimedi ordinari e che richiede interventi immediati ed indilazionabili”(Cds, Sez.VI n°1537/2006; nello stesso senso, ex multis, cfr:Cds, Sez.V, n°2109/2007, Cds Sez.VI n°1551/2007, Cds, Sez.VI, n°1537/2006, Cds Sez.IV, n°1537/2006).

La discriminazione, ovvero la disparità di trattamento tra cittadini italiani ,comunitari e extracomunitari, può apparire evidente a fronte della prescrizione di richiedere agli stranieri di dimostrare la disponibilità di fonti di sostentamento minime pari all’importo annuo dell’assegno sociale (5061,68 Euro), laddove è evidente che se si dovesse applicare tale parametro anche ai cittadini italiani, molte persone dovrebbero essere cancellate dall’anagrafe.

In realtà, tale “disparità” è espressamente prevista tanto dalla direttiva 2004/38/CE quanto dalla norma di recepimento di cui al DLGS.30/2007 e dalle relative circolari ministeriali, quindi non è tanto sotto il profilo dei requisiti richiesti al riguardo quanto in relazione al trattamento concretamente riservato agli stranieri-ivi compresi i cittadini comunitari-che viene piuttosto in evidenza la discriminazione.

La funzione dell’anagrafe è essenzialmene di rilevare la presenza stabile, comunque situata, di soggetti sul territorio comunale, né tale funzione può essere alterata dalla preoccupazione di tutelare altri interessi anch’essi degni di considerazione, quale ad esempio l’ordine pubblico, l’incolumità pubblica, per la cui tutela dovranno essere azionati idonei strumenti giuridici, diversi tuttavia da quello anagrafico. La residenza anagrafica non consiste, inoltre, nell’alloggio in sé, ma nell’essere la persona abitualmente presente in quel luogo.

Chi è in possesso di un permesso di soggiorno, ha già seguito un iter lunghissimo dove ha dimostrato di avere un lavoro, un’abitazione dove vivere ecc…riteniamo come cittadini e componenti di un movimento politico Calcinatese, discriminatorio, e offensivo il trattamento nell’ordinanza del sindaco, previsto per gli extracomunitari e comunitari, non consono alla situazione reale a Calcinato in materie di emergenze.

Crediamo che sia doveroso riconoscere ai Migranti l’elevato contributo svolto per il sistema Italia, sia in termini di moltiplicatore della ricchezza nazionale che in termini di sviluppo sociale nei delicati settori dell’assistenza e del Welfare. Se non esistesse il contributo attivo dei lavoratori immigrati, come sarebbe la crescita economica e dobbiamo aggiungere demografica, nel nostro paese?

Di fronte a richieste di residenza a Calcinato cerchiamo e invitiamo i calcinatesi a dare uno sguardo più ampio rispetto a quello che emerge dall’ordinanza del nostro Sindaco…

Calcinato con le sue imprese artigianali, la sua capacità imprenditoriale, le innumerevoli Aziende Agricole crea posti di lavoro; la Scuola si è interrogata e formata in questi anni sui processi di integrazione, ottenendo attenzione e riconoscimenti anche esterni; alcuni passi voluti o necessari sono stati fatti sulla strada dell’accoglienza; le persone si muovono dove hanno la possibilità di vivere dignitosamente, e forse Calcinato, in parte offre questa possibilità, e in parte esprime il bisogno di manodopera; la gente va prima di tutto dove c’è lavoro, perché non ricordarselo ogni tanto…ma tutto si crea a fatica e spesso prima di ottenere un posto di lavoro a tempo indeterminato si passa, da numerose agenzie interinali o lavori in nero (dove risulta difficile dimostrare un reddito annuo come da ordinanza).

Il movimento calcinatese “Linea Continua” si impegnerà per estendere le libertà e non per reprimerle, sapendo che il diritto alla sicurezza, può prosperare solo in una società inclusiva, in cui il rispetto delle regole cresce di pari passo con la difesa dei diritti.

Categorie: Migranti
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1 risposta finora ↓

  • Maurizio // Maggio 5, 2008 a 12:57 pm

    Ho letto con interesse e disgusto:
    - ma è legittimo questo provvedimento?
    - nessuno ha fatto ricorso?
    - ma il Comune può chiedere ad un cittadino un documento che rilascia lui steso? (L. 241/90)?
    - io avevo già fatto un esposto al difensore civico l’anno scorso, ma non mi hanno mai risposto! Per l’idoneità dell’alloggio vengono chieste le certificazioni degli impianti ai sensi della L. 46/90 anche per gli alloggi costruiti prima dell’entrata in vigore di tale legge!

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